Domande ricorrenti relative alle aree skin care.

A cura di AIDECO (Associazione Italiana di Dermatologia e Cosmetologia)

Dermatite Atopica

Dermatite Atopica

  1. È vero che la dermatite atopica colpisce più i bambini che gli adulti?
Sì, la dermatite atopica è una malattia a trasmissione genetica che esordisce in età pediatrica, ma non è solo una dermatosi del bambino; il 10% circa dei pazienti continuano a soffrire delle manifestazioni di questa malattia anche in età adulta.
  1. Come riconoscere la dermatite atopica?
Il prurito ed il grattamento del bambino, specialmente se i genitori soffrono di dermatite atopica, possono indirizzare verso la diagnosi. Questi due sintomi si accompagnano a lesioni localizzate soprattutto sul viso e nelle pieghe degli arti superiori ed inferiori. È bene però che la diagnosi definitiva di dermatite atopica sia data dal dermatologo.
  1. La dermatite atopica è ereditaria?
Sì, la dermatite atopica viene trasmessa per via genetica: se uno dei genitori ne è affetto, il bambino ha il 50% di possibilità di soffrirne; tale predisposizione è maggiore se ambedue i genitori ne soffrono.
  1. Il bambino atopico può essere trattato con gli stessi prodotti usati dagli adulti?
No, la cute dei bambini, in particolar modo in età pediatrica e con dermatite atopica, è molto più delicata rispetto alla pelle degli adulti e per questo richiede l’uso di prodotti specifici sia per l’igiene quotidiana che per il trattamento delle lesioni cutanee.
  1. Si può guarire definitivamente dalla dermatite atopica?
Si può guarire dalle manifestazioni cliniche di questa malattia, ottenendo la cosiddetta “remissione clinica”. Permane però la predisposizione all’atopia.
  1. La dermatite atopica peggiora durante l'inverno e la primavera?
Sì, spesso col cambio di stagione si assiste ad un peggioramento della malattia soprattutto durante la primavera e l’inverno.
  1. È una forma di allergia?
Sì, la dermatite atopica può essere considerata una forma di allergia cutanea spesso associata ad altre malattie quali rinite allergica, asma, orticaria e congiuntivite allergica. Non è tuttavia un’allergia provocata da cause esterne ma una sindrome multifattoriale a predisposizione genetica con cui l’individuo nasce
  1. Come si può lenire l'intenso prurito?
È importante utilizzare accanto a una terapia medico-farmacologica, prodotti topici emollienti, lenitivi e protettivi che siano in grado di ripristinare la funzione barriera della pelle.
  1. Per la dermatite atopica è sempre sufficiente un trattamento topico?
No, talvolta possono insorgere delle complicanze quali sovrainfezioni batteriche e virali e complicanze oftalmologiche che rendono necessario un trattamento farmacologico sistemico mirato sia al trattamento della dermatite atopica che delle complicazioni.
  1. Durante la terapia con corticosteroidi si può prendere il sole?
Il sole, se preso in maniera eccessiva può complicare la dermatite atopica, ed inoltre avendo un effetto immunosoppressore, è bene evitare di esporsi al sole in corso di terapie cortisoniche sistemiche.
  1. In caso di dermatite si può utilizzare un prodotto cosmetico sulle palpebre?
Sì, anzi a volte il prodotto cosmetico, purché sia studiato appositamente per la dermatite atopica, può contribuire notevolmente al trattamento e migliorare la dermatite atopica delle palpebre.

Acne

Acne

  1. Qual è la causa dell’acne?
L’acne è una malattia a predisposizione genetica che colpisce soprattutto soggetti in età puberale, ovvero quando l’individuo raggiunge la maturità sessuale. Durante questo periodo, le ghiandole endocrine (testicoli nell’uomo, ovaie nella donna) cominciano la produzione di ormoni androgeni che causano importanti modificazioni nel follicolo pilo-sebaceo che, se predisposto geneticamente, risponderà aumentando la produzione di sebo e restringendo il suo sbocco sulla superficie cutanea. Questo porterà piano piano alla progressiva impossibilità per il sebo prodotto dalle ghiandole sebacee, di uscire dal follicolo, e la sua chiusura causerà anche la crescita di batteri patogeni al suo interno. Il continuo accumulo di sebo potrà determinare nel tempo la rottura del follicolo pilifero e l’insorgere delle tipiche lesioni acneiche.
  1. Quanto influisce l’alimentazione nell’insorgenza dell’acne?
L’alimentazione non causa l’acne, ma sicuramente può aggravarne il decorso. È utile evitare un’alimentazione ricca di acidi grassi saturi di derivazione animale (ad esempio salumi, burro) ed un consumo eccessivo di zuccheri, prediligendo una dieta ricca di frutta e verdura
  1. L’acne è un inestetismo o una malattia?
Le conseguenze dell’acne possono essere anche molto gravi; un tempo addirittura l’acne era persino in grado di causare seri problemi di salute, in genere invalidanti per l’individuo. Oggi, le moderne terapie hanno sicuramente minimizzato la gravità di questa manifestazione in grado di produrre, come abbiamo detto, gravi conseguenze. È per tale motivo che possiamo considerare l’acne una vera e propria patologia anche se non più potenzialmente grave come in passato. Inoltre l’acne ancora oggi può determinare cicatrici ed un aspetto cutaneo altamente invalidante nella vita di relazione, soprattutto nei giovani. Ecco dunque che è necessario curare l’acne prontamente per evitare le spiacevoli ed invalidanti conseguenze di questa vera e propria malattia.
  1. È possibile risolvere il problema dell’acne con i cosmetici oppure è necessario l’utilizzo di farmaci?
L’acne può decorrere con differente gravità, così mentre alcune persone hanno solo una forma acneica modesta, altre possono essere affette da forme gravi. Solo se l’acne è di modesta entità (acne comedonica) si può sperare di tenerla sotto controllo con l’uso di prodotti cosmetici, in tutti gli altri casi è invece necessario ricorrere ad una terapia farmacologica
  1. Prendere il sole migliora l’acne?
Il sole, se preso con cautela ed in modo progressivo, può indurre un temporaneo miglioramento dell’acne; al contrario una foto-esposizione eccessiva, può addirittura peggiorare l’acne (acne estivalia). Il sole infatti, con le sue radiazioni ultraviolette, è in grado di ridurre l’infiammazione e la proliferazione batterica, ma quando è eccessivo può causare forti irritazioni della cute che contribuiscono allo sviluppo delle lesioni acneiche  
  1. Come bisogna detergere una pelle acneica?
L’acne determina un aumento della secrezione sebacea, la quale favorisce la crescita di batteri ed un’alcalinizzazione del pH della cute. È quindi opportuna una detersione a carattere acido, in grado di svolgere un’attività antibatterica e contrastare l’eccessiva produzione di sebo. È opportuno inoltre che la detersione sia frequente e condotta con tensioattivi non aggressivi
  1. L’acne può comparire anche in età adulta?
Si, l’acne è diventata oramai una malattia che interessa i giovani adulti, soprattutto le donne: i ritmi frenetici della vita di tutti i giorni, l’uso indiscriminato di contraccettivi orali, un’alimentazione disordinata, l’uso improprio di prodotti cosmetici, sono tutti fattori che possono comportare la comparsa di acne tardiva
  1. Una cute grassa è più soggetta alla comparsa di acne?
Anche se chi ha la pelle grassa non sempre sviluppa l’acne, una cute seborroica è sicuramente più soggetta a sviluppare lesioni acneiche in quanto l’eccesso di sebo favorisce la proliferazione batterica e la chiusura dello sbocco del follicolo pilifero
  1. Che cos’è l’acne da cosmetici?
Si tratta di una forma acneica moderata che si sviluppa soprattutto su viso, collo e cuoio capelluto. La causa principale di questo tipo di acne, è l’uso di cosmetici comedogenici (ovvero che favoriscono la formazione di comedoni) che accumulandosi nel follicolo pilifero, ne ostruiscono lo sbocco provocando l’insorgenza di fenomeni infiammatori
  1. Si possono fare i peeling in caso di acne?
In caso di acne il peeling associato ad un’adeguata terapia farmacologica, può essere utile nel trattamento delle fasi comedoniche e cicatriziali, in quanto andando a rimuovere gli strati epidermici, consente di migliorare ed alleviare le lesioni causate dall’acne.

Dermatite Seborroica

Dermatite Seborroica

  1. Chi ha i capelli grassi è più soggetto alla dermatite seborroica?
Sì, un’eccessiva produzione di sebo può essere una condizione predisponente allo sviluppo della dermatite seborroica, in quanto favorisce la proliferazione di un fungo, la Malassezia furfur o globosa, che va ad alterare la composizione del sebo causando così l’infiammazione tipica della dermatite seborroica.
  1. La crosta lattea e la dermatite seborroica sono la stessa cosa?
Sì, la crosta lattea è una forma di dermatite seborroica del cuoio capelluto che colpisce i neonati (dalla 2a-4a settimana sino al 3°mese) ma spesso tende a scomparire alla sospensione dell’allattamento o durante la crescita del bambino.
  1. In caso di dermatite seborroica del cuoio capelluto si possono fare le tinte?
Sì, si possono fare ma è necessario prestare attenzione in quanto potrebbero scatenarsi delle reazioni cutanee. È quindi utile non tingere i capelli troppo spesso e curare adeguatamente la dermatite seborroica.
  1. In caso di dermatite seborroica sul viso, si possono fare scrub per eliminare le squame?
È sconsigliabile tentare una rimozione “irritante” delle squame in quanto l’azione dello scrub potrebbe indurre un’esacerbazione della dermatosi. La desquamazione è il risultato dell’infiammazione presente ed è questa che deve essere curata affinché le squame scompaiano.
  1. Quali sono le aree più colpite dalla dermatite seborroica?
La dermatite seborroica tende a localizzarsi nelle aree del corpo ricche di ghiandole sebacee come il viso, il cuoio capelluto e la regione mediana del tronco
  1. La dermatite seborroica può causare la caduta dei capelli?
No, sebbene la dermatite seborroica possa essere causa di irritazione e prurito, essa non porta alla caduta dei capelli. Il prurito provocato dalla dermatite seborroica ed il conseguente grattamento possono indebolire i capelli, ma le cause della caduta vanno cercate altrove
  1. Come si tratta la dermatite seborroica?
La dermatite seborroica richiede un trattamento mirato alle cause che la determinano, cause che vedono coinvolti fattori diversi, primo tra tutti l’azione irritante della microflora cutanea. Nei soggetti con dermatite seborroica si assiste infatti ad una proliferazione di un lievito denominato Malassezia furfur o globosa. L’utilizzo di prodotti topici (talora anche sistemici) in grado di ridurre la presenza di questo microrganismo dal cuoio capelluto determina una netta riduzione della sintomatologia. Inoltre bisogna garantire l’uso di prodotti topici in grado di detergere senza irritare il cuoio capelluto e di lenire l’infiammazione presente.
  1. Come distinguere la dermatite seborroica da una banale forfora grassa?
Non sempre è facile, ma la dermatite seborroica si accompagna ad una maggiore infiammazione del cuoio capelluto che determina all’attaccatura dei capelli, la presenza di una desquamazione cutanea ben visibile. Inoltre la dermatite seborroica di rado è confinata unicamente al cuoio capelluto, ma coinvolge spesso altre aree cutanee quali il solco retro auricolare o le regioni centrali del petto e del dorso.

Tricologia

Tricologia

  1. Sono un ragazzo di 19 anni e ho notato periodi di maggiore caduta dei capelli. È possibile che sia già l'inizio di calvizie?
Non è possibile dare con certezza una risposta. Va ricordato però che la calvizie, in genere, si manifesta con un progressivo e quasi inavvertibile diradamento dei capelli piuttosto che con cadute maggiori e più o meno improvvise. È necessario però rivolgersi ad un dermatologo in quanto solo con una visita appropriata sarà possibile stabilire l’origine della caduta dei capelli.
  1. Lavaggi frequenti possono danneggiare i capelli?
No, il lavaggio se eseguito correttamente con prodotti cosmetici appropriati e non aggressivi, non danneggia la capigliatura.
  1. Esistono cosmetici in grado di arrestare la caduta dei capelli?
La caduta dei capelli può dipendere da molte cause, per cui non è possibile dare una risposta generale. Sicuramente una buona lozione capillare può coadiuvare ed essere efficace nel contrastare alcune forme di caduta dei capelli.
  1. Le patologie che colpiscono il cuoio capelluto danneggiano i capelli?
Spesso sì. Malattie che interessano la pelle possono produrre esiti cicatriziali che danneggiano gravemente anche i follicoli piliferi, come ad esempio il Lichen, alcune forme infettive, o tumori. In altri casi invece, malattie, quali la psoriasi, possono non produrre alcuna reazione alla capigliatura.
  1. Si può guarire dalla forfora?
Se la forfora è soltanto un disturbo a prevalente carattere estetico e non espressione di altre patologie che interessano il cuoio capelluto, può guarire. È necessario però un uso continuativo di prodotti specifici per tenere sotto controllo la naturale tendenza del soggetto a produrre una desquamazione visibile ed eccessiva sul cuoio capelluto.
  1. La calvizie è ereditaria?
Sì, la calvizie ha una predisposizione genetica, ma questo non vuol dire che se un genitore ad esempio il padre, è affetto da calvizie, questa si manifesti necessariamente anche nel figlio. Perché questo accada devono entrare in gioco altri fattori predisponenti e la presenza di un patrimonio genetico dell’individuo che consenta l’espressione di tale predisposizione genetica.

Fotoprotezione

Fotoprotezione

  1. Si può prendere il sole sui nei?
Si, si può prendere il sole sui nei, ma è bene evitare accuratamente scottature e “bagni di sole” improvvisi. È dunque necessario utilizzare sempre una crema solare con fattore di protezione molto alto, specie se sono presenti molti nei e si ha una pelle molto chiara. In tali casi è sempre necessario effettuare una visita dermatologica di controllo prima di esporsi al sole.
  1. Il sole migliora la psoriasi?
Si, il sole migliora la psoriasi ed è ben nota la sua azione tanto che l’elioterapia è ancora oggi considerata una valida scelta terapeutica utilizzata anche dai dermatologi. Ciò non toglie che il sole possa danneggiare la cute e rimane la sua pericolosità nella formazione della genesi dei tumori cutanei. La possibilità dell’azione terapeutica del sole è chiaramente confinata ai periodi estivi.
  1. In caso di quali patologie è meglio evitare l’esposizione solare?
Sono molte le patologie cutanee che peggiorano durante la foto-esposizione. Alcune malattie come il LES (Lupus Eritematoso Sistemico) richiedono di evitare completamente l’esposizione solare, che potrebbe causare o riaccendere la malattia. Molte altre dermatosi infiammatorie possono essere aggravate da esposizioni solari, ma anche irritazioni, scottature, eczemi in fase acuta e molte altre patologie dermatologiche non vanno d’accordo con l’esposizione solare.
  1. Come bisogna comportarsi in case di insorgenza di macchie?
La prima regola è quella di evitare di esporsi al sole per impedire che le macchie si aggravino. È poi necessario fare una visita dal dermatologo che potrà stabilire la causa della loro insorgenza ed attivare quei trattamenti idonei a curarle. Infatti non tutte le macchie si formano per gli stessi motivi, ad esempio alcune sono causate dall’azione della luce insieme all’uso di farmaci assunti anche per via sistemica, mentre altre possono essere causate da fenomeni dovuti all’applicazione sulla pelle di sostanze fotosensibilizzanti.
  1. Come scegliere una protezione solare adatta?
Il criterio da seguire è rispettare le caratteristiche del proprio tipo di pelle: tanto più la cute è chiara, tanto più bisognerà utilizzare una protezione alta (SPF 30/50). È anche molto importante ricordare come si comporta la pelle sotto al sole: se prendendo il sole ci si scotta frequentemente pur non avendo una carnagione molto chiara, è necessario aumentare il fattore di protezione solare che si utilizza. Ovviamente altri criteri devono considerare le tante altre variabili che possono verificarsi: a che ora si sta al sole, a che latitudine, in che stagione ecc
  1. Prendere il sole invecchia la pelle?
Si, il sole se preso in modo eccessivo e non corretto può alterare le strutture cutanea causando un invecchiamento precoce della pelle, noto come photo-aging. Per questo motivo è fondamentale proteggersi dal sole utilizzando sempre la protezione, non solo al mare o in montagna ma anche in città.
  1. Che differenza c’è tra schermi e filtri?
I filtri solari vengono suddivisi in base alla natura e al meccanismo d’azione in schermi fisici e filtri chimici. Gli schermi fisici, come ad esempio il biossido di titanio e l’ossido di zinco, grazie alla loro opacità, oppongono un vero e proprio schermo alle radiazioni UV, attraverso processi di riflessione e di diffusione delle radiazioni nocive. I filtri chimici invece, sono molecole in grado di assorbire in modo selettivo le radiazioni ultraviolette. Questa energia assorbita, verrà poi riemessa sotto forma di calore o di fluorescenza. Molte sostanze vengono utilizzate come filtri chimici, ad esempio benzofenoni, antranilati, derivati della canfora, cinnamati, paba, salicilati.
  1. È necessario usare il doposole?
Stare tante ore sotto il sole, sottrae alla pelle una notevole quantità sostanze acquose e lipidiche causando l’insorgenza di fenomeni quali la secchezza e la desquamazione. Per tale motivo, dopo l’esposizione è utile applicare un prodotto doposole in grado di idratare e decongestionare la pelle arrossata dal sole conferendo a quest’ultima elasticità ed una piacevole sensazione di freschezza
  1. In quali casi può essere indicata la fotoprotezione sistemica?
È ormai ampliamente dimostrato come l’assunzione orale di sostanze in grado di assorbire l’eccesso dei radicali liberi che si formano dopo l’irradiazione UV, possa contrastare i danni causati dai radicali liberi. Queste sostanze si formano a causa dell’energia che la radiazione ultravioletta veicola quando colpisce la pelle, e sono in grado di danneggiare la struttura cutanea. L’uso di sostanze antiossidanti, somministrate per via sistemica, permette di prevenire in misura efficace, parte dei danni indotti dai radicali liberi. Una fotoprotezione sistemica può essere molto utile in alcune fotodermatosi in cui la luce del sole ha un ruolo fondamentale

Deodorazione

Deodorazione

Cute Sensibile

Cute Sensibile

  1. La pelle sensibile è una pelle sana?
La pelle sensibile è una particolare condizione che rende la pelle particolarmente reattiva ed intollerante nei confronti di numerosi prodotti e sostanze che in genere non danno luogo a nessuna reazione.
  1. Come si riconosce una pelle sensibile?
Le manifestazioni cliniche della pelle sensibile non sono uguali per tutti, ma possono variare da persona a persona. In generale possiamo dire che chi soffre di pelle sensibile lamenta prurito, bruciore pizzicore, rossore ed una sensazione generale di fastidio cutaneo.
  1. Solo le donne soffrono di pelle sensibile?
L’esperienza medica dimostra che la pelle sensibile è una caratteristica predominante nel sesso femminile. Circa nel 40-60% della popolazione femminile è infatti riscontrabile tale “pelle di porcellana”. Ciò non esclude però la possibilità di rilevare tale condizione anche nella cute maschile. Il numero di uomini con una maggiore predisposizione a reagire, nell’area del volto, ad agenti debolmente irritanti (agenti chimici-ingredienti cosmetici, fisici-agenti atmosferici, o meccanici-rasatura), è oggi in aumento, ampliando notevolmente il target di tale problematica cutanea.
  1. Che prodotti bisogna utilizzare per la pelle sensibile?
Chi soffre di pelle sensibile dovrebbe utilizzare prodotti appositamente studiati e formulati per questa tipologia cutanea, non troppo aggressivi, con pH isoepidermico. Sono indicati, ad esempio, prodotti che contengono antiossidanti quali bioflavonoidi e vitamina C, in grado di ridurre il rossore cutaneo o prodotti ad azione emolliente e lenitiva. Sono utili anche prodotti idratanti e nutrienti a base di glicerina, ceramidi e urea, per ricostruire il film idrolipidico danneggiato. È molto importante inoltre assicurare alla pelle una fotoprotezione quotidiana
  1. Cosa è sconsigliato fare in caso di pelle sensibile?
La pelle sensibile è molto delicata, è bene quindi evitare trattamenti troppo aggressivi quali peeling o scrub; evitare di detergere il viso con prodotti troppo schiumogeni o che asportino eccessivamente il film idrolipidico cutaneo; fare attenzione a non sfregare la pelle con i vari supporti usati per rimuovere il make-up ed utilizzare prodotti appositi per la pelle sensibile, studiati per minimizzare il più possibile i rischi di allergia.
  1. Chi ha la pelle sensibile può fare tatuaggi?
Il trauma indotto dal tatuaggio porta sicuramente ad un maggiore arrossamento di questo tipo di pelle così facilmente reattiva. È perciò importante limitare il più possibile la pratica del tatuaggio se si è affetti da tale problematica ed eventualmente ricorrere all’aiuto di un medico in caso di comparsa di infiammazione.
  1. Il freddo peggiora la pelle sensibile?
Le condizioni climatiche possono aumentare la sintomatologia caratteristica della pelle sensibile. In particolar modo il freddo può aumentare la secchezza cutanea ed incrementare la comparsa di rossori. L’utilizzo di prodotti cosmetici idratanti, lenitivi e protettivi, specifici per le pelli più sensibili, è fondamentale per prevenire le conseguenze che il freddo ha sulla pelle.

Secchezza Cutanea

Secchezza Cutanea

Psoriasi

Psoriasi

Estetica Corpo

Estetica Corpo